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Melone II° del Sodo - Tomba II
Questa tomba, prima non conosciuta, è stata individuata nel 1991 e scavata nei primi mesi del 1992 dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana.La tomba, costruita nell'ambito del tumulo, in una zona in cui era presente un accumulo di blocchi di travertino e di grosse lastre di arenaria, forse parti della copertura asportata, e ove il tamburo risultava tagliato, mostra evidenti tracce di una profanazione avvenuta in antico, certamente dopo che si era già verificato il crollo di parte delle strutture e della copertura stessa. Si articola in un dromos (m.2 x m.1,50) ed in due celle consecutive separate da spallette. I muri dei dromos e delle celle, conservati per un altezza limitata, sono composti da bozze e lastre di arenaria, legata da argilla con faccia a vista che presenta ordito irregolare. La prima cella misura m. 2,30 in larghezza e m. 2.60 in lunghezza e conserva sul lato sinistro una banchina: la seconda cella, più ampia, si estende in larghezza per m. 4 e per m. 2.70 in lunghezza in quest'ultima sono conservate tre banchine addossate ai muri perimetrali. Sulla banchine delle due celle erano conservati in situ, benché in condizioni fortemente frammentarie, 4 sarcofagi di pietra fetida con parte dei resti degli inumati; un quinto sarcofago era addossato alla banchina di fondo della seconda cella. Fra i sarcofagi a cassone, alcuni conservano anche elementi decorativi. Nella medesima cella vicino alla zona di accesso, erano presenti due urnette fittili e tre di arenaria, delle quali una molto frammentaria. Le due urne meglio conservate, di cui una decorata sulla cassa con una protome gorgonica, presentano due iscrizioni. I materiali di corredo rinvenuti sono conservati, come del resto i materiali provenienti da tutto il tumulo, al Museo dell'Accademia Etrusca; essi provengono per la quasi totalità dalla seconda cella, e le iscrizioni indicano che anche questa tomba ha avuto un lunghissimo periodo d'uso dall'inizio del V alla fine dei IV sec. a.C. ed è stata poi riusata almeno fino al il sec. d.C.
Sempre alla fase più antica si riferiscono alcuni alabastro di alabastro, parti di vasi in bronzo decorati, elementi decorativi a palmetta o a verghetta destinati forse a decorare mobili e piccoli forzieri. Tra gli oggetti di pertinenza virile, oltre a numerose armi in ferro, spiccano uno stilo decorato alla sommità da una statuetta raffigurante Eracle, uno strigile in ferro ed elementi appartenenti a due o più diphroi (sedie pieghevoli, simili alla sella curule) che insieme allo stilo indicano che il defunto doveva esercitare una carica pubblica di prestigio per la quale voleva essere ricordato; questi reperti insieme alle oreficerie attestano quindi l'alto lignaggio dei defunti. Fra i materiali più tardi, relativi al riuso della tomba si segnalano parti di una kelebe volterrana e alcuni vasi a vernice nera. Sono inoltre presenti utensili metallici e altri materiali in ceramica comune che si inscrivono in periodi cronologici successivi. --------------------------------- Per notizie più approfondite sul monumento vedi: La Cortona dei Principes, Catalogo della Mostra. Cortona 1992, pp. 121-167 e AA.VV. Il Museo dell'Accademia Etrusca di Cortona, pp.95-112. [Le informazioni riportate sono tratta da Schede in distribuzione gratuita di un Ciclostilato a cura della Sezione Didattica della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, via della Pergola 65, Firenze. Testo del ciclostilaro a cura di Paola Zamarchi Grassi Alcune delle immagini fotografiche sono tratte dai materiali del progetto "Archaeology without barriers", promosso dal Comune di Cortona (con partner Francia – Associazione Memoire et Patrimoine, Parigi - e Grecia – Soprintendenza ai Beni Bizantini di Salonicco), finanziato dalla Commissione Europea, Divisione Formazione e Cultura, nell’estate 2001, all’interno del Programma di finanziamenti "Cultura 2000". Per ulteirori informazioni sul progetto si prega di contattare il Comune di Cortona, Assessorato alla Cultura] Cortona Guide © Copyright 2004-2008 by SCG Business Consultig Sas di E.Giacomelli (www.scgconsulting.com) | |||
Questa tomba, prima non conosciuta, è stata individuata nel 1991 e scavata nei primi mesi del 1992 dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana.